Visualizzazione post con etichetta PREMIO CITTA' DI CUNEO PER IL PRIMO ROMANZO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta PREMIO CITTA' DI CUNEO PER IL PRIMO ROMANZO. Mostra tutti i post

venerdì 15 marzo 2019

QUELLO CHE NON SONO MI ASSOMIGLIA di Gianluca Giraudo



Un romanzo sulla solitudine e sul ruolo del processo di proiezione e identificazione nel nostro rapportarci con l’altro.
Una storia che pare una sequenza di stanze comunicanti e chiuse in un circolo vizioso, che solo Ignacio, il protagonista, proverà a spezzare con una scelta drastica e inattesa.
I personaggi entrano in contatto tra loro, con amici, famigliari e colleghi di lavoro di cui ognuno vanta una buona conoscenza, che, però, si rivela errata, o meglio opinabile, frutto di un’interpretazione personale e soggettiva di gesti e comportamenti.
Viviamo una vita, ma da essa gemmano decine di altre esistenze e personalità, a seconda dello sguardo di chi interagisce con noi.
Una prova interessante e originale, suddivisa in capitoli brevi, ognuno dedicato a un singolo personaggio che ci parla in prima persona, fornendo quindi un punto di vista sempre soggettivo e relativo:

“Non esiste mai solo una storia, una versione ufficiale dei fatti. Una persona non è mai solo una persona”

MAGGIOR PREGIO: la capacità di immergere il lettore nella relatività del reale.

PEGGIOR DIFETTO: in alcuni passaggi la narrazione appare “rigida”, controllata, leggermente artificiosa.











GIANLUCA GIRAUDO (dalla pagina dell'editore) è nato a Cuneo nel 1990. Vive e lavora a Roma. suoi articoli sono apparsi sul Mucchio Selvaggio, Minima&Moralia e Nazione Indiana. Ha un blog personale che ospita articoli e piccoli racconti: posticci.wordpress.com.
Questo è il suo primo romanzo.

lunedì 11 marzo 2019

FIORI SOPRA L’INFERNO di Ilaria Tuti




Chi ama il thriller non potrà non ritrovare in questo bel romanzo molti riferimenti cinematografici e letterari: il cattivo, il criminale che scatena la lotta della polizia contro il tempo, ricorda, per il modo di infierire sulle vittime, il John Doe di Seven di David Fincher, 
SEVEN di David Fincer (scena finale)

le indagini si sviluppano sulla base del profiling attuato dal commissario Battaglia, un mix delle menti di Jason Gideon 
e Jethro Gibbs, ma col fisico di Hetty, 


JASON GIDEON (Criminal Minds)










JETHRO GIBBS (NCIS)


HENRIETTA (HETTY) LANGE (NCIS Los Angeles)









mentre i dubbi e le domande sulla malvagità del serial killer mi hanno riportato alla mente Pietà per gli insonni di Jeffery Deaver.
Insomma un romanzo tutt’altro che banale, decisamente credibile e ben strutturato: tutti i nodi vengono al pettine e ogni singolo tassello trova il proprio posto.
Molto approfondite le indagini psicologiche e particolarmente riuscita è la caratterizzazione dei personaggi, in particolare dei quattro bambini che si trovano al centro dell’azione, che, con il loro sodalizio amicale, ricordano molto da vicino il Club dei Perdenti di kinghiana memoria
da IT (1990) regia Tommy Lee Wallace

E in tutto questo ben di Dio trova posto anche la scenografia, il paesaggio montano del trentino, descritto con particolari visivi, olfattivi, tattili e uditivi, che ti catapultano in quei boschi, sotto quella neve e ti fanno ricercare un po’ di tepore nella birreria del paese.
Anche dal punto di vista stilistico il romanzo, pur essendo un thriller, quindi improntato all’azione, non perde mai la sostanza, e nonostante la truculenza di alcune scene, l’autrice non scade mai nello splatter, ma lascia intuire, immaginare.

Insomma, un romanzo da leggere tutto d’un fiato, coinvolgente e che ben si presta alla trasposizione cinematografica oltre che ad essere la prima di una lunga serie di indagini del commissario Teresa Battaglia, personaggio complesso e che ancora molto ha da disvelare di sé.

lunedì 4 marzo 2019

LA BAMBINA FALENA di Luca Bertolotti



Una bambina sulla riva del mare: 13 chilogrammi, braccia magrissime, ernia ombelicale e un vocabolario stentato. 
Dice di essere arrivata dal bosco.
Inizia così la storia di Greta, una bambina che cresce con un grande buco nero nel passato, un campo gravitazionale che, poco a poco, la risucchia nella ricerca di risposte.
E, novella Gretel, si avventurerà in quel bosco oscuro oltre il quale troverà la sua strega cattiva, ella stessa prigioniera della casa di marzapane.

Versione moderna della fiaba dei fratelli Grimm, “La bambina falena” si snoda su due piani narrativi, il passato e il presente destinati a confluire per scorrere insieme verso il futuro: IL PRESENTE, la storia di Greta, è narrata in prima persona da un narratore interno dallo stile fresco e ironico, mentre un narratore esterno, cinico e disincantato, racconta IL PASSATO, le vicende accadute negli anni ‘70 che, come una pallina sul piano inclinato di menti disturbate, hanno portato alla nascita di questa trovatella.

POLLICE SU per...

il sapiente utilizzo delle metafore insite nella fiaba dei fratelli Grimm, con quel temuto attraversamento del bosco a rappresentare il passaggio dall’infanzia all’adolescenza e il soggiorno nella casa della strega quale momento di maturazione e ribellione adolescenziale a regole e limiti imposti da genitori protettivi e con molti segreti da tener chiusi in armadi blindati.
Una crescita, una emancipazione, che ha bisogno di un aiuto esterno, quello dell’anatra bianca, che qui prende le sembianze di Sissi, a cui la sindrome di Ehlers-Danlos, ha donato una pelle iper-estensibile, tanto da poter creare un paio di ali, quelle della bambina falena, che condurrà Greta oltre il prato della casa di marzapane e nell’età adulta.

POLLICE VERSO per...

l’eccessivo tono didascalico di alcuni passaggi, un’infodump su fatti di attualità e leggende metropolitane, che estraniano il lettore dalla storia, facendogli perdere il contatto con la magia della fiaba.



martedì 26 febbraio 2019

STIAMO TUTTI BENE di Giulia Gianni



Questa è la storia di un nano… sì, insomma, non un nano nano, ma un bambino, avvistato per la prima volta all’ombra di un albero su un’isola spagnola: un neonato paffuto e sorridente in attesa di essere messo al mondo.
Ma si sa, decidere di fare un figlio non è certo impresa da poco, soprattutto se ci  si sofferma a pensare alla società in cui dovrà vivere, al mondo gretto e meschino che lo accoglierà, alle difficoltà che incontrerà lungo il cammino.
Figurarsi se, per problemi biologici, anche il suo concepimento deve essere organizzato nei minimi particolari!
Già, perché i suoi neogenitori si ritrovano ad affrontare il problema della fecondazione in vitro con tanto di trasferte a Copenhagen e Alicante per potergli finalmente permettere di sbarcare in questo nostro mondo.
E Giulia, protagonista e voce narrante di questo romanzo divertente e ironico, ci  porta nel “magico” mondo della gravidanza, in un marasma di paure e ormoni ballerini, in un poutpurrì di amici, medici, ostetriche, mamme pancine, in quello “stato interessante”, che forse è tale proprio per le paranoie che è in grado di scatenare…

Insomma, in principio era Giulia e la sua vita di coppia appagante e consolidata,  in lei giunse la vita, si fece carne… e iniziò la Grande Avventura!

Una storia autobiografica che Giulia Gianni aveva già condiviso sul suo blog e che poi è diventata questo romanzo in cui dolcezza e poesia sono sapientemente stemperate da un’ironia e un umorismo scoppiettante, capace di far commuovere mentre si ride di gusto al ricordo della propria gravidanza o al pensiero di quello scampato pericolo.
Ma soprattutto questo romanzo ci porta a riflettere su temi importanti, che riguardano la procreazione assistita, le difficoltà che ancora accompagnano, nel nostro paese, la fecondazione eterologa, la necessità di muoversi da soli per trovare una soluzione all’estero, le spese e i mille problemi e preconcetti che si associano a tale scelta, spesso unica possibilità di avere un figlio.
E di pregiudizi Giulia e la sua dolce metà ne devono affrontare tanti, perché sono due donne, due mamme per quel nano tanto desiderato e amato dal momento in cui l’idea di lui ha fatto capolino nella loro vita…

MAGGIOR PREGIO: i personaggi, reali e immaginari, scivolano dalle righe del libro e ti si piazzano accanto, proprio lì sul divano e, all’improvviso, ti accorgi che sono persone che fanno parte della tua cerchia di amici e conoscenti e ti ritrovi la loro voce nelle orecchie ogni volta che, nel libro, aprono bocca!

PEGGIOR DIFETTO: dovrei forse dire che lo stile è un po’ troppo da blog e non tanto da romanzo? Beh, non lo dico, perché non credo che l’intento dell’autrice fosse di emulare il Sommo Poeta, quanto di condividere un’esperienza e dare una spallata ai pregiudizi…(chissà se vedremo mai una Sentinella in piedi con questo libro tra le mani!)


GIULIA GIANNI: (dal blog stiamotuttibene.com) Mi chiamo Giulia. Ho due gatti, una Fiesta del 2000 e una bellissima famiglia che lo Stato si ostina a non voler riconoscere. 

IN EVIDENZA

8 MARZO...

È per te, bambina e futura donna, che sai di non valere meno di tuo fratello o dei tuoi amici, hai sogni che non vanno chiusi in un...